Primario criterio di interpretazione della legge è quello letterale ex art. 12 preleggi e 101 Cost.: ipse dixit del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria
Il primario criterio di interpretazione della legge è quello letterale.
L’art. 12 (rubricato ‘Interpretazione della legge’) delle ‘disposizioni sulla legge in generale’ allegate al codice civile dispone che ‘Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore’.
La rilevanza del dato testuale della legge è desumibile anche dall’art. 101 della Costituzione, il quale – nel prevedere che ‘i giudici sono soggetti soltanto alla legge’ – dispone il dovere del giudice di darne applicazione, salve le possibilità, consentite da altre disposizioni costituzionali, di emanare una ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale o di dare applicazione a prevalenti regole dell’Unione europea.
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 1 del 23.1.2025
[Si segnala la IA legale GiuriMatriX che segue un’impostazione c.d. deduttiva, in conformità all’art. 101 comma 2 Cost. ed all’art. 12 preleggi: posto un quesito, risponde prioritariamente con la normativa vigente].