Atto di appello di 54 pagine, esorbitante e ridondante, con lunghe disamine di giurisprudenza e argomentazioni non sempre di agevole lettura: se consente il pieno diritto di difesa alla controparte non vi è violazione del principio di sinteticità (in senso qualitativo e non quantitativo)

Va rigettata l’eccezione di inammissibilità/nullità dell’atto di appello per violazione dell’art. 342 c.p.c. e del principio di sinteticità e chiarezza del gravame qualora pur se l’atto di impugnazione (nella specie di 54 pagine), appaia esorbitante e ridondante, dilungandosi in lunghe disamine di giurisprudenza e in argomentazioni non sempre di agevole lettura nella loro conseguenzialità logico-giuridica, sia comunque sufficientemente idoneo a individuare le parti della sentenza oggetto di gravame, i motivi di contestazione e la alternativa decisoria richiesta, consentendo pertanto il pieno diritto di difesa alla controparte.

Corte di appello di Messina, sentenza del 23.9.2025