SERRA, Cari Presidente Draghi e Ministra della Giustizia Prof.ssa Cartabia, Vi scrivo…

Caro Presidente Draghi, Cara Ministra della Giustizia Prof.ssa Cartabia,

come tutti i cittadini Italiani seguo i discorsi con cui il vostro Governo si appresta a disegnare le linee programmatiche della sua azione. Come Avvocato, assieme a tanti miei colleghi e colleghe, ieri abbiamo ascoltato che tra le priorità avete deciso di inserire la riforma del #ProcessoCivile, le cui lungaggini, inefficienze, ingiustizie e disfunzioni tengono lontani gli investitori esteri dall’Italia. E strozzano gli uomini e le donne Italiani. Da Avvocati e da cittadini lo sentiamo dire da decenni, qualcuno racconta che viene detto sin dalla fine degli anni 70. Abbiamo ascoltato che le criticità le avete individuate e lavorerete per l’efficienza dei tribunali, lo smaltimento degli arretrati, favorire contrasto alla corruzione e coprire gli organici. Bene, vorrei raccontarvi in cosa consiste l’inefficienza della Giustizia Civile Italiana. Uno dei tanti, piccoli o grandi, esempi. Dal 24 dicembre 2020, in forza della legge N 176/2020, di conversione del DL 28.10.2020, N. 137, è in vigore l’art. 23, comma 9 bis che per noi Avvocati significa un traguardo tanto semplice quanto storico: LA #FORMULAESECUTIVA#TELEMATICA.

Cioè, quando abbiamo vinto una causa, anziché andare in tribunale per chiedere la copia esecutiva cartacea, possiamo chiedere e ottenerla telematica, facendo risparmiare i cittadini i soldi delle marche da bollo. Tutto questo in teoria, perché fin da subito sono cominciate le difficoltà, gli ostacoli e le disapplicazioni. A inizio Gennaio tanti Tribunali ci hanno chiesto le marche, nonostante fosse previsto che non erano dovuti. A inizio Febbraio è intervenuto il Ministero della Giustizia, con una circolare che ha chiarito bene che non è dovuto alcun diritto.

Tutto risolto? No, nemmeno per idea.

Decine di Tribunali d’Italia, tra cui Cagliari, Benevento, Monza, Ivrea, Tivoli, Rimini, Cosenza e via dicendo non rilasciano le sentenze con formula esecutiva telematica perché non sono state diffuse “le disposizioni in ordine alle modalità di rilascio della formula esecutiva , che devono essere uniche per tutto il Tribunale” e tale vuoto “mette in seria difficoltà gli Uffici che, in assenza di indicazioni, temendo censure ispettive e conseguenti responsabilità per danni erariali, si trovano, senza nessuna colpa e, come non bastasse, a dover fronteggiare le lamentele dei legali in ordine a ritardi ed inefficienze”. Il virgolettato è estratto da uno scambio di corrispondenza con una dirigente di un Tribunale, alla quale ho chiesto spiegazioni del perché, da 15 giorni, nonostante la mia richiesta, non mi viene trasmessa la copia con la formula esecutiva telematica prevista dalla legge. Come detto, questo è un piccolo, minuscolo, infinitesimale esempio di inefficienza della Giustizia civile (e penale) Italiana. Come potete vedere voi stessi, non è possibile sapere di chi è la responsabilità: la legge esiste, esiste un Avvocato che chiede di applicarla ed esiste un apparato burocratico, fatto di lavoratori e lavoratrici, che non possono applicarlo perché non sono messi in grado di farlo. Tutti sono lasciati soli, in balia della tempesta burocratica , senza guida, a fare in modo che la propria barca non affondi, nell’impossibilità di guidare l’intera flotta verso la meta.

Ho voluto raccontarvi questo per provare a farvi capire che gli Avvocati, i Giudici, i Cancellieri, gli uscieri e soprattutto i cittadini, la teoria sui mali della Giustizia Civile la conoscono bene. La sentono ripetere da anni. Conoscono bene anche la teoria sulla necessità di eliminare i mali della Giustizia e renderla efficiente, coerente, veloce, certa e incorruttibile.

Nessuno ci ha mai rivelato la pratica. Quindi mi auguro che ce lo riveliate voi, come intendete risolvere questo e tutti gli altri problemi. Buon lavoro e in bocca al lupo.

Noi saremo dalla vostra parte per aiutarvi a fare del vostro meglio.

Avv. Pierluigi SERRA (Redattore e responsabile social presso Iuslaw Web Radio).

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