Intelligenza artificiale e sentenze inesistenti, o diverse, riportate negli atti con il virgolettato: condanna ex art. 96 c.p.c.

Si condivide l’orientamento della giurisprudenza di merito, anche più recente, secondo il quale la condotta della parte che cita nei propri atti precedenti giurisprudenziali non pertinenti e con contenuti virgolettati inesistenti o inserisca in una memoria una serie di massime attribuite a pronunce di legittimità, partitamente indicate, in relazione ad argomenti estranei alla controversia, integra una colpa grave, idonea a disporre la condanna ex art. 96 c.p.c., potendo soltanto ipotizzarsi che l’inserimento delle suddette massime sia dipeso dal ricorso all’ausilio dell’intelligenza artificiale nella redazione della memoria, senza la necessaria verifica della correttezza del procedimento e, soprattutto, dei risultati.

Tribunale di Lecco, sentenza del 27.3.2026