Procedimento possessorio, struttura solo eventualmente bifasica, ordinanza resa in sede di reclamo: inammissibile il ricorso straordinario per cassazione

L’ordinanza emessa in sede di reclamo, ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., è sempre priva dei requisiti di definitività e decisorietà indispensabili affinchè possa essere oggetto di ricorso per cassazione. Ciò poichè, qualora una delle parti abbia introdotto l’eventuale fase a cognizione piena, tale ordinanza rimane assorbita nella sentenza emessa all’esito dell’eventuale fase di cognizione piena instaurata con la richiesta di prosecuzione del giudizio ex art. 703 c.p.c., comma 4. Peraltro, nell’ipotesi in cui, invece, la prosecuzione del giudizio non sia stata domandata nel termine perentorio dell’art. 703 c.p.c., comma 4, può prospettarsi o che l’ordinanza acquisisca una stabilità puramente endoprocessuale ed un’efficacia soltanto esecutiva, come succede con le misure cautelari, che la rende inidonea al giudicato e, dunque, non decisoria, oppure che si verifichi un’estinzione del giudizio possessorio in ragione della mancata prosecuzione di esso ai sensi dell’art. 703 c.p.c., comma 4, con conseguente preclusione esterna pro iudicato dovuta all’acquiescenza dimostrata dalla parte interessata (come, ad esempio, nel caso del decreto ingiuntivo o dell’ordinanza ingiuntiva incidentale ex art. 186-ter c.p.c.). La duplice alternativa non incide comunque sulla negazione del requisito di decisorietà dell’ordinanza emessa in sede di reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. e ex art. 703 c.p.c., comma 3, per ciò anche della sua ricorribilità per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., giacchè, seguendo la prima opzione, essa potrebbe essere posta nuovamente in discussione nell’ambito di un autonomo giudizio dichiarativo, mentre, a seguire la seconda, essa sarebbe coperta dalla preclusione pro iudicato. Nè a diversa conclusione incide il rilievo che il Tribunale, in sede di reclamo, abbia regolato le spese del procedimento possessorio, non essendo il relativo capo di pronuncia investito da uno specifico motivo di ricorso.

 

Cassazione civile, sezione seconda, ordinanza del 23.3.2017, n. 7565